Letra de Piccola Storia Ignobile (2007 Digital Remaster)
Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare Così solita e banale come tante Che non merita nemmeno due colonne su un giornale O una musica o parole un po' rimate Che non merita nemmeno l'attenzione della genteQuante cose più importanti hanno da fare Se tu te la sei voluta, a loro non importa niente Te l'avevan detto che finivi maleMa se tuo padre sapesse qual è stata la tua colpa Rimarrebbe sopraffatto dal dolore Uno che poteva dire "guardo tutti a testa alta" Immaginasse appena il disonore Lui che quando tu sei nata mise via quella bottiglia Per aprirla il giorno del tuo matrimonio Ti sognava laureata, era fiero di sua figlia Se solo immaginasse la vergogna Se solo immaginasse la vergogna Se solo immaginasse la vergognaE pensare a quel che ha fatto per la tua educazione Buone scuole e poca e giusta compagnia Allevata nei valori di famiglia e religione Di ubbidienza, castità e di cortesia Dimmi allora quel che hai fatto chi te l'ha mai messo in testa O dimmi dove e quando l'hai imparato Che non hai mai visto in casa una cosa men che onesta E di certe cose non si è mai parlato E di certe cose non si è mai parlato E di certe cose non si è mai parlatoE tua madre, che da madre qualche cosa l'ha intuita E sa leggere da madre ogni tuo sguardo Devi chiederle perdono, dire che ti sei pentita Che hai capito, che disprezzi quel tuo sbaglio Però come farai a dirle che nessuno ti ha costretta O dirle che provavi anche piacere Questo non potrà capirlo, perché lei da donna onesta L'ha fatto quasi sempre per dovere L'ha fatto quasi sempre per dovere L'ha fatto quasi sempre per dovereE di lui non dire male, sei anche stata fortunata In questi casi, sai, lo fanno in molti Sì lo so, quando lo hai detto, come si usa, ti ha lasciata Ma ti ha trovato l'indirizzo e i soldi Poi ha ragione, non potevi dimostrare che era suo E poi non sei neanche minorenne Ed allora questo sbaglio è stato proprio tutto tuo Noi non siamo perseguibili per legge Noi non siamo perseguibili per legge Noi non siamo perseguibili per leggeE così ti sei trovata come a un tavolo di marmo Desiderando quasi di morire Presa come un animale macellato stavi urlando Ma quasi l'urlo non sapeva uscire E così ti sei trovata fra paure e fra rimorsi Davvero sola fra le mani altrui Che pensavi nel sentire nella carne tua quei morsi Di tuo padre, di tua madre e anche di lui Di tuo padre, di tua madre e anche di lui Di tuo padre, di tua madre e anche di luiMa che piccola storia ignobile sei venuta a raccontarmi Non vedo proprio cosa posso fare Dirti qualche frase usata per provare a consolarti O dirti "è fatta ormai, non ci pensare" È una cosa che non serve a una canzone di successo Non vale due colonne su un giornale Se tu te la sei voluta cosa vuoi mai farci adesso E i politici han ben altro a cui pensare E i politici han ben altro a cui pensare E i politici han ben altro a cui pensare
